Questo articolo non è altro che la trascrizione del secondo poster introduttivo della nostra Mostra Visiva su Gundam, lo strumento che utilizziamo in fiera per illustrare lo sviluppo di Gundam come opera e prodotto nel corso degli anni.
Abbiamo deciso di condividere questi testi per dare la possibilità anche a chi non può incontrarci in fiera di godere di informazioni puntuali e corrette riguardo il fenomeno dei gunpla.

In particolare qui introdurremo come sono nati i "Gunpla" e come hanno avuto parte nel successo della saga.


La nascita dei Gunpla e il "Gunpla Boom"

La Bandai, conscia dell’interesse scaturito tra i fan con la trasmissione di Gundam nonostante la cancellazione prematura dai palinsesti, alla fine degli anni ‘70 si propose come sponsor della serie, in aggiunta alla Clover.

Sia la Bandai che la Clover in quel periodo erano famose per i loro giocattoli in metallo, ma per non creare concorrenza la Bandai pensò di proporre un nuovo articolo, di cui registro’ prontamente i diritti di distribuzione: si trattava dei gunpla, i “Gundam Plastic Model”, che univano l’idea del giocattolo per bambini a quella del modellismo militareggiante, giocando sull’inedito carattere di “real robot” introdotto dalla serie TV.

Il primo gunpla viene rilasciato nel Luglio 1980, e rappresenta un Gundam in scala 1/144; il design come l’illustrazione sulla scatola riprendono con precisione i dettagli dell’anime, contrariamente ai giocattoli della Clover, ed è subito boom di vendite.

Sul numero di Agosto della rivista Hobby Japan appare il primo modello “scratch-build”, ovvero interamente autocostruito, di un Mobile Suit: il lavoro è ad opera del fanclub universitario “Stream Base”, e nello specifico di un giovane Katsumi Kawaguchi, che da lì a poco si ritroverà tra i responsabili del reparto creativo della Bandai oltre che ambasciatore gunpla universalmente noto col soprannome “Meijin Kawaguchi”.

Con il fallimento della Clover nel 1984 la Bandai prenderà le redini dei finanziamenti delle successive produzioni gundamiche, fino ad arrivare all’acquisizione della Sunrise nel 1993.


"Fun to build Gunpla!"

Dal 1980 ai nostri giorni tante sono state le rivoluzioni che hanno avuto come protagonisti i gunpla: nel Marzo del 1990 debuttano gli High Grade, modelli che permettono una maggiore mobilità e posabilità con l’introduzione dei polycaps; nel Luglio 1995 vedono la luce i Master Grade, in scala 1/100, con frame interno e dettagli, la gradazione ideata da Kawaguchi stesso; nel Novembre 1998 fanno la loro prima comparsa i Perfect Grade, che coniugano il dettaglio dei Master Grade alle grandi dimensioni della scala 1/60.

Nel 2006 aprirà a Shizuoka il Bandai Hobby Center, una fabbrica dedicata all’esclusiva ideazione, produzione e distribuzione di gunpla.
Nel 2007 verrà inaugurato il Bandai Museum nella città di Mibu.

I gunpla avranno un costante successo negli anni, ma la loro definitiva consacrazione avverrà nel 2009; in concomitanza con il trentennale della serie TV la Bandai la fa davvero “grossa”, annuncia infatti la costruzione di un “Real Grade gunpla” in scala 1/1 dell’RX-78-2 Gundam, che verrà eretto ad Odaiba, nella baia di Tokyo, diventando una vera e propria attrazione del luogo.
Nel 2010 la Bandai festeggia il trentennale dei gunpla rilasciando i gunpla Real Grade, in diretta ispirazione al Gundam di Odaiba.

E mentre i gunpla si garantiscono anime dedicati, come l’OVA Gunpla Builders Beginning G nel 2010 e la serie TV Gundam Build Fighters nel 2014, nel 2011 iniziano gli eventi gunpla in Giappone e in Asia denominati Gunpla EXPO in virtù del “divertimento nel costruire i gunpla”.


Gunpla Builders World Cup

Naturalmente, l’impegno e la passione dei modellisti che si specializzano in gunpla non potevano limitarsi a servizi speciali su riviste o siti web; dopo la nascita di vari “tornei” ed esibizioni sul territorio nazionale la Bandai pensa in grande e nel 2003 apre le competizione all’Asia per decidere il miglior modellista di gunpla: in quest’anno nasce il BAKAC (Bandai Action Kit Asian Cup), dove gli artisti di Giappone, Cina, Korea, Taiwan, Singapore, Tailandia, Malesia, Indonesia e Filippine possono sfidarsi ad “armi pari”.
Il vincitore del primo BAKAC fu di nazionalità tailandese.

Per vedere un pò di Occidente nel torneo bisognerà aspettare il 2006 con il BAKUC (Bandai Action Kit Universal Cup) proprio con l’introduzione dei modellisti italiani; nel 2007 verranno accettati anche modellisti nordamericani.
Nel 2010 il torneo prenderà il nome BMKWC (Bandai Model Kit World Cup) e vedrà l’entrata in scena dell’Australia.

Nello stesso anno per festeggiare il trentennale dei gunpla vede la luce la serie ONA Gunpla Builders Beginning G, che pur scollegandosi dagli universi di Gundam per concentrarsi sul modellismo viene ricevuta con affetto dagli interessati che iniziano a definirsi “gunpla builders”... Nel 2011 quindi, viene adottata dalla Bandai la denominazione GBWC (Gunpla Builders World Cup) per il suo torneo, con finalissima a Tokyo.

A partire dal 2017 alle nazioni in gara si sono quindi aggiunte Francia, Vietnam e Canada.